Home Slow Tuscany

 
... La Toscana raccontata (senza fretta) da Damiano Andreini
In Viaggio verso..
Pisa Firenze Lucca Siena Grosseto Arezzo Massa-Carrara ToscanoToscano Dormire in Toscana?



In Viaggio verso..


Pisa

Firenze

Livorno

Lucca

Siena

Grosseto

Arezzo

Pistoia & Prato

Massa-Carrara

Toscano toscano

A tutela del Turista

Agri-turismo






"Arte e natura in Toscana
CIPRESSI - Seconda

 
il mese scorso si è parlato del cipresso, l'albero simbolo della Toscana, evidenziandone ?l'origine, la storia della sua importazione in Italia e l'uso ormai millenario ?di inserire questa pianta nei pressi di tutte le chiese, pievi, abbazie, monasteri ?e conventi della nostra regione. Si ?è detto infine di come, a partire dal '400, il cipresso abbia iniziato a guadagnarsi ?un posto di assoluto rilievo scenografico anche nei giardini e nei parchi di ?tutte le ville patrizie sparse nella campagna toscana. ??E' questo, a mio avviso, l'altro tramite privilegiato per cui il Cipresso è entrato ?nella storia dell'arte toscana, accompagnando con la sua nobile semplicità piccole ?o grandi tavole sacre del Trecento, annunciazioni quattrocentesche, affreschi ?di castelli o famosissimi ritratti di illustri personaggi del Rinascimento ( HYPERLINK "http://cgfa.sunsite.dk/francesc/p-france14.htm" http://cgfa.sunsite.dk/francesc/p-france14.htm), ?fino ai 'privati' e luminosi paesaggi macchiaioli ( HYPERLINK "http://cgfa.sunsite.dk/l/p-lega1.htm" http://cgfa.sunsite.dk/l/p-lega1.htm) ?( HYPERLINK "http://cgfa.sunsite.dk/l/p-lega3.htm" http://cgfa.sunsite.dk/l/p-lega3.htm) e oltre, nella pittura di oggi e certamente ?in quella di domani. ??Chiaramente, per la sua particolarissima forma quest'albero non è stato sempre ?utilizzato allo stesso modo dai pittori nel corso della storia. Anzi, la sua ?presenza o assenza nelle opere di un determinato artista o di una certa epoca ?può in fondo essere considerata un segno di stile, la spia di una peculiare visione ?del mondo e della relativa volontà di rappresentarlo in tutte le sue forme. Innanzitutto ?bisogna fare una distinzione: il cipresso dal fusto esile e slanciato, con la ?chioma affusolata e di un intenso verde scuro, è il cosiddetto Cipresso "Piramidale", ?e così lo troverete in tutti i calendari o cartoline che illustrano il paesaggio ?toscano. ??Ma questa varietà di cipresso non è l'unica che troverete nelle nostre campagne: ?esiste anche un'altra forma dello stesso albero, il Cipresso "Orizzontale", che ?ha una chioma più panciuta perché i rami anziché stagliarsi in verticale verso ?il cielo si allargano appunto in orizzontale, un po' come un abete. Questa seconda ?varietà non ha valore ornamentale ma è altrettanto diffusa in Toscana perché ?più preziosa della prima nella falegnameria e nell'ebanisteria artigianale (mobili, ?porte, tavoli, violini, pianoforti in cipresso sono tutti realizzati con il varietà ?Orizzontale). Perciò, nei quadri o negli affreschi dove non si trovano i bei ?cipressi slanciati può capitare che ce ne siano della seconda specie. E comunque ?a noi qui interessa il Piramidale, straordinariamente simile a una fiammella ?di candela, più famoso e stilisticamente più importante.??Se prendete un qualsiasi manuale di storia dell'arte, a un certo punto troverete ?scritto che la pittura di paesaggio, praticamente abbandonata con il crollo dell'Impero ?Romano, torna prepotentemente alla ribalta nel Trecento con il grandioso affresco ?"Effetti del Buon Governo nelle campagne" ( HYPERLINK "http://www.abcgallery.com/L/lorenzetti/alorenzetti4.html" http://www.abcgallery.com/L/lorenzetti/alorenzetti4.html) ?( HYPERLINK "http://www.abcgallery.com/L/lorenzetti/alorenzetti6.html" http://www.abcgallery.com/L/lorenzetti/alorenzetti6.html) ( HYPERLINK "http://www.kfki.hu/~arthp/art/l/lorenzet/ambrogio/governme/2effecz1.jpg" http://www.kfki.hu/~arthp/art/l/lorenzet/ambrogio/governme/2effecz1.jpg) ?realizzato nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Comunale di Siena. Approssimando ?un po', si può dire che nei circa 9 secoli che separano quest'affresco dalla ?fine dell'Impero Romano, l'arte aveva seguito coordinate tali da non prevedere ?il paesaggio come elemento autonomo e significante. ??Infatti, la maggior parte dei soggetti di pittura medievale, legata prevalentemente ?alla sfera del sacro, ha come sfondo un indistinta superficie dorata ( HYPERLINK "http://www.artinvest2000.com/maesta.htm" http://www.artinvest2000.com/maesta.htm). ?Era l'arte senza spazio e senza tempo elaborata secoli prima nello stile bizantino ?ed importata in Europa dalla mitica e opulenta corte di Costantinopoli ( HYPERLINK "http://www.un-travel.com/images/istanbul.jpg" http://www.un-travel.com/images/istanbul.jpg). ?Un'arte che doveva servire a 'lanciare' l'uomo entro la sfera spirituale, fare ?da tramite - pur mantenendo un incolmabile distanza - fra uomo comune, imperatore ?e Dio. Un'arte strettamente funzionale alla gerarchia del sacro ( HYPERLINK "http://www.vista.it/zoom/comra/web/dynamic.asp?din=comra-svitale2" http://www.vista.it/zoom/comra/web/dynamic.asp?din=comra-svitale2), ?insomma, che focalizzava l'attenzione su icone di santi o di imperatori immediatamente ?riconoscibili da pochi chiari attributi e quindi pressoché indifferente a una ?coerente ambientazione naturalistica. Anche laddove alberi o rocce facevano la ?loro comparsa, la loro forma era decisamente stereotipata: forse saprete che ?nel Medioevo, per dipingere una montagna o un colle, gli artisti non osservavano ?direttamente le forma della montagna, ma erano soliti osservare un sasso precedentemente ?appoggiato sul tavolo e illuminato da una candela... ( HYPERLINK "http://cgfa.sunsite.dk/giotto/p-giotto15.htm" http://cgfa.sunsite.dk/giotto/p-giotto15.htm)??D'altra parte, se tornate a guardare l'affresco di Siena, noterete che una semplificazione ?delle forme vegetali è ancora presente: vi si riconoscono soltanto dei pini e ?dei cipressi, insieme ad alberi non meglio definiti, mentre la campagna intorno ?a Siena aveva allora - come oggi - specie arboree molto più numerose. Le cose ?non cambiano molto nel periodo del "tardo Gotico", fra Trecento e Quattrocento, ?nella cui arte il paesaggio diventa sì un elemento preponderante, talvolta ingombrante ?( HYPERLINK "http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=637" http://www.artonline.it/opera.asp?IDOpera=637), ma dove rimane ancora una forte ?semplificazione nella forma delle diverse specie vegetali ( HYPERLINK "http://www.kfki.hu/~arthp/art/zgothic/miniatur/1401-450/01f_1400.jpg" http://www.kfki.hu/~arthp/art/zgothic/miniatur/1401-450/01f_1400.jpg). ??Le cose cambiano decisamente nel Quattrocento, durante il Rinascimento: artisti ?come Donatello, Masaccio, Brunelleschi avvertono il bisogno di riprodurre la ?realtà visibile in modo razionale e oggettivo, osservandola e "ingabbiandola" ?scientificamente secondo le regole geometriche della prospettiva. Ma la novità ?non è solo prospettica: Donatello e Masaccio si mettono a studiare l'arte greco-romana ?per recuperare la grande sapienza raggiunta dagli antichi nel modellare il corpo ?e la gestualità delle figure umane. Così adesso, per la prima volta, uomini e ?donne, santi, imperatori, vescovi, papi e ricchi mercanti, immortalati per le ?strade o nelle suntuose stanze dei loro palazzi cittadini, entrano nei dipinti ?in maniera riconoscibile, misurabile, scientifica.?In questo contesto di vera e propria rivoluzione stilistica, il paesaggio nell'arte ?incontra la stessa magnifica sorte. Ne parleremo la prossima volta.
Damiano Andreini

Cipressi 1, 2, 3 e 4.

Chi sono Itinerari Site Map Agri-tour Sapori Links Home page
Questa opera protetta da Copyzero Copyzero Copyright Damiano Andreini. Vietata ogni riproduzione anche parziale.