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... La Toscana raccontata (senza fretta) da Damiano Andreini
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Siena, una favola cortese
Piazza del Campo

Immaginate una favola cortese, un poema cavalleresco, o anche una miniatura gotica: ecco Siena, sullo sfondo di una Toscana medievale, senza cemento e senza asfalto, solo calda pietra; in un ambiente sublime ma avaro di risorse naturali, lontana dal mare e sempre alle prese con una sua eterna e potente rivale: Firenze.

Sant'Agostino<>La Cattedrale
Già, il dualismo Siena - Firenze fu forte, talmente forte da esser più volte sfociato, nei secoli, in vere e proprie guerre, militari e non: Firenze come “David”, Firenze come Lorenzo il Magnifico: misura, ordine, simmetria; una città i cui tratti più espliciti esprimono una forte razionalità, ovviamente di stampo rinascimentale. Al contrario, Siena sembra invece richiamare, soprattutto, simboli femminili: Piazza del Campo, Maestà di Duccio, ornamenti, oro, ovunque un’ idea di grazia e di leggerezza insuperabili.

In effetti il Rinascimento a Siena non è mai riuscito a imporsi: lo si intravede appena, in alcuni edifici e in alcune pitture, ma se c’è è come passato dalla porta di servizio, impacciato e deluso dalla fredda accoglienza. Insieme allo stupore e alla commozione, camminando per Siena si avverte sempre un senso vago di nostalgia: sarà per il fatto di vederla lì, come una sirena, dolcemente seduta su un ampio colle di tufo dorato nel mare aperto del paesaggio toscano?, sarà per l’odore delle sue vie, sinuose e strette, o per il tono sensuale e mistico degli affreschi gotici che ne decorano ogni palazzo e ogni chiesa ?; o sarà forse perché è ormai lontano e irrecuperabile il suo attivo ruolo di cerniera tra il Nord e il Sud d’Italia?

La Cattedrale <>Palazzo Pubblico e Torre del Mangia<>Palazzo Pubblico - Corte
Non che Siena sia una città morta, tutt’altro: i senesi sono gente gioviale e vivace (chi dice Siena dice Palio...), il suo centro Universitario è all’avanguardia e le sue attività commerciali e finanziarie svolgono un ruolo da protagonista a livello nazionale. Per non parlare, ovviamente, del turismo.??La nostalgia scaturisce semmai dalla distanza che separa noi, e il nostro secolo, dall’uomo e dalla cultura medievali, che hanno posato e decorato ogni pietra e ogni mattone di Siena. Pur vantando, e a ragione, un’origine romana, la città ebbe infatti il suo maggiore sviluppo tra i secoli XIII e XV: divenne uno dei Comuni più prestigiosi nel difficile scacchiere politico e militare toscano, nonché uno dei due massimi poli di irradiazione artistica verso tutte le corti d’Italia (l’altro, naturalmente, era Firenze).

Piazza del Campo

Fu durante quei secoli, insomma, che Siena ottenne l’immagine urbana che ancora oggi affascina il mondo: edifici in pietra o mattoni, alti e continui, che affiancano piccole vie serpeggianti in un continuo saliscendi, per poi aprirsi d’un tratto su piccole piazze che introducono palazzi e chiese incantevoli, dove la sensibilità dell’uomo medievale ha sottolineato una cura minuziosa, quasi mistica, per il dettaglio.

Damiano Andreini
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